7 cose che forse non sai sulla storia di Instagram

Curiosità tratte da "No filter", il libro di Sarah Frier sulla storia dell'app che che ha rivoluzionato business, tecnologia e cultura pop

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Nel 2010 sono state sviluppate e lanciate molte app che permettevano di caricare e modificare le immagini aggiungendo dei filtri. Solo una è però riuscita ad emergere e a permeare nella nostra società fino a rivoluzionare business, tecnologia e cultura pop. Quella app si chiama Instagram, e oggi, a 11 anni esatti dal lancio, conta oltre 1 miliardo di utenti nel mondo.

La storia di instagram come società non è sempre stata lineare. Lo racconta bene “No filter”, il libro di Sarah Frier (giornalista di Bloomberg News) uscito nel 2020 e che ripercorre la storia del social network: dagli albori all’acquisizione miliardaria da parte di Facebook fino agli scontri tra i due fondatori (Kevin Systrom e Mike Krieger) e il CEO di Facebook.

Se volete capire e approfondire il successo di questa piattaforma, questo è il libro che fa per voi. Nel frattempo, 5 cose che forse non sai sulla storia di Instagram:

1. La prima versione di Instagram si chiamava “Photobox”

Si trattava di un sito sviluppato da uno dei futuri fondatori di Instagram: Kevin Systrom, all’epoca ancora studente a Standford. Il sito permetteva di caricare alcune immagini online per poi stamparle e riscosse discreto successo tra i banchi dell’università americana.Nel 2005 Photobox accese la curiosità di Mark Zuckerberg, che in quegli anni stava già vedendo crescere il suo facebook.com ed era alla ricerca di altre giovani promesse del tech da reclutare. Systrom non aveva intenzione di abbandonare il suo progetto per inseguire il sogno di qualcun altro, e non accettò l’offerta di collaborazione.

2. Un corso di fotografia a Firenze è stato fondamentale per sviluppare Instagram

Durante un corso tenuto da un insegnante italiano Kevin Systrom imparò l’importanza dell’imperfezione: si presentò a lezione con una macchina fotografica di altissima qualità, ma l’insegnate gliela fece sostituire con una più semplice Holga, sottolineando che il valore di una fotografia non consiste nella qualità dello strumento con cui si scatta, ma nel significato dell’immagine.

3. Il primo filtro lanciato su Instagram fu il X-Pro II

Nel 2010 spopolavano le app per migliorare e aggiungere filtri alle fotografie scattate via smartphone e Systrom si rese conto che avrebbe dovuto aggiungerli su Instagram – che era stata appena lanciata – per non farsi battere dalla concorrenza.

Il nome del primo filtro si riferisce ad una tecnica di sviluppo fotografico (cross-processing) che altera in modo imprevedibile i colori della foto su cui viene applicata.

4. La prima foto condivisa su Instagram ritrae un cane seduto vicino a un chiosco di tacos in Messico

La foto fu pubblicata pochi mesi prima del lancio dallo stesso Systrom e nella caption c’era scritto solo “test”.

5. Il primo vip ad aprire un profilo Instagram è stato Snoop Dogg

Fu però grazie ai contenuti e agli endorsement di Jack Dorsey, il fondatore di Twitter, che l’app divenne virale e iniziò a spopolare.

6. Il primo brand ad investire in advertising fu Michael Kors

La prima ads nella storia della piattaforma fu lanciata nel novembre del 2013 dal brand Michael Kors, seguito subito dopo da molti altri brand del settore fashion.

7. Prima di essere nominato CEO di Instagram Adam Mosseri faceva parte della leadership di Facebook

Lavorava presso la società da una decina d’anni come designer e responsabile del news feed, occupandosi a volte anche delle relazioni di Facebook con i media.

Fu scelto per sostituire Systrom e Krieger (ndr. i due founder si dimisero) perché ritenuto abile nell’usare Instagram e per rappresentare in modo più incisivo l’acquisizione di Instagram da parte di Facebook.

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