Accessibilità digitale: come rendere il web inclusivo

In questo articolo scopriamo come rendere il web più inclusivo e perché è un tema così importante grazie ai consigli di AccessiWay.

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Hai mai sentito parlare di accessibilità digitale? Se la risposta è sì, sei già un passo avanti. Ma se hai dubbi su come realizzarla, sei nel posto giusto. 

In questo articolo capiamo cosa si intende per accessibilità digitale, perché è un tema che impatta così tanto sugli aspetti del nostro lavoro e della nostra vita e, grazie all’esperienza di AccessiWay, capiremo come poter muovere i primi passi per rendere i servizi che offriamo più accessibili. 

Ma cominciamo con una definizione 👇

Accessibilità digitale: manifestazione a favore della disabilità.

Cos’è l’accessibilità digitale?

Per accessibilità digitale si intende la capacità di fornire servizi, prodotti e informazioni senza discriminazioni, in modo che siano accessibili a tutte le persone, comprese quelle con disabilità

Per rendere il concetto più semplice, possiamo dire che l’accessibilità digitale è fondamentale per garantire che i siti web, le applicazioni e più in generale gli strumenti digitali siano utilizzabili anche delle persone con disabilità, senza interruzioni. Facciamo un esempio.

Ti sarà  capitato di entrare in contatto con alcuni strumenti come:

  • l’uso del testo alternativo, ossia le descrizioni testuali che consentono alle persone non vedenti o ipovedenti di comprendere il contenuto delle immagini su un sito web o in app;
  • l’uso dei sottotitoli e delle trascrizioni, che consentono alle persone con problemi uditivi di accedere al contenuto;
  • la flessibilità del testo, che consente di regolare la dimensione del testo o di utilizzare font personalizzabili. 

Ecco, questi 3 esempi sono tra i più semplici ma fanno parte degli strumenti che rendono più inclusivo il web. Ma diciamo pure: l’accessibilità è un tema complesso. Per questo, abbiamo deciso di lasciare la parola a chi è più esperto di noi. 

Nelle prossime righe trovate l’intervista ad Edoardo Arnello CEO di AccessiWay: la prima società verticale sul tema dell’accessibilità web che aiuta le aziende ad essere più accessibili online.

E che oggi aiuterà anche noi a capire come muovere i primi passi.

Intervista ad AccessiWay: come rendere il web più accessibile 

“L’accessibilità è un tema complesso perché complesse sono le persone”. Che cosa significa per voi accessibilità digitale e come la spieghereste in modo semplice ed utile?
L’accessibilità digitale significa creare strumenti informatici fruibili da tutti, indipendentemente dalle loro esigenze particolari. Questo include pensare a chi ha daltonismo, ipovisione, disturbi dell’attenzione, epilessia, disabilità motorie o cognitive, dislessia. Ma anche considerare le condizioni legate all’invecchiamento. Con un’enfasi crescente sulla UX, l’accessibilità digitale diventa un processo inclusivo che pone tutti gli utenti al centro, dalla fase di design fino al monitoraggio continuo degli ambienti digitali. In AccessiWay, crediamo che questo inizi con un cambiamento culturale, fondamentale per affrontare efficacemente la sfida dell’accessibilità.

Accessibilità digitale: il team di Accessiway

AccessiWay nasce nel 2021, ma ad oggi avete avuto già un grande impatto sul tema dell’accessibilità in Italia. Qual è la vostra storia e come siete arrivati al punto in cui siete oggi?
Il covid è stata la dimostrazione definitiva che il digitale regola le nostre vite e ci permette di accedere a servizi essenziali e di partecipare attivamente in società. E per quanto si parli di accessibilità digitale da vent’anni in questo Paese si è fatto davvero poco per raggiungere risultati concreti. Con lo Eruopean Accessibility Act io e i miei soci Gianni Vernetti e Simone Scarzella abbiamo visto l’opportunità di innovare in una verticale cruciale della transizione digitale e così abbiamo fondato AccessiWay assieme ad un pool di imprenditori internazionali.

Dalla nostra nascita abbiamo avuto un’unica priorità: offrire soluzioni efficaci e pragmatiche per un problema complesso e cruciale tenendo sempre le persone al centro. Credo di poter dire che ci siamo riusciti e per questo oggi sopportiamo più di 1200 organizzazioni in Europa nella gestione dei loro ecosistemi digitali. 

Quali sono gli ostacoli più comuni che le persone con disabilità incontrano nel digital? 
La realtà è che potrei elencare molti esempi per illustrare l’entità del problema. Più del 95% dei punti di contatto digitali presenta errori di accessibilità di qualche tipo. Tra i problemi più frequenti, ci sono quelli legati all’uso di screen reader e alla navigazione tramite tastiera.

Questi strumenti sono vitali per le persone non vedenti o con disabilità motorie e la loro efficacia dipende da un codice ben strutturato, da una gerarchia chiara degli elementi e da una user experience coerente. Purtroppo, spesso questi aspetti non sono sufficientemente curati, rendendo gli applicativi inutilizzabili per i loro scopi originari. Si verificano situazioni dove un utente può aggiungere un articolo al carrello, ma non completare l’acquisto, o può selezionare un evento, ma non riesce a scegliere il posto. In alcuni casi più gravi, le barriere sono già presenti nel banner dei cookie, impedendo completamente l’accesso al sito.

Che impatto può avere l’accessibilità digitale sulle persone con e senza disabilità?
L’accessibilità riguarda tutte le persone ed è fondamentale capire che non significa prendersi cura di pochi utenti di nicchia, ma di un’enorme fetta di popolazione. Accessibilità è usabilità.

Vi faccio un esempio: i percorsi colorati e intuitivi degli aeroporti o delle stazioni sono pensati per essere accessibili, ma il risultato è che ciascuno di noi si orienta meglio. Un applicativo accessibile è un applicativo intuitivo, facile da usare, che tutti possono comprendere facilmente. Faccio sempre questo esempio: quando Steve Jobs diceva di voler realizzare degli smartphone utilizzabili anche da bambini di 5 anni, diceva di voler produrre degli strumenti per tutti e di tutti. Il risultato di questo approccio credo che lo conosciamo tutti.

Raccontateci di più di voi. Come coinvolgere le persone con disabilità nei vostri processi e che impatto ha questo su di loro? 
Crediamo che un’azienda inclusiva sia fondamentale per un web accessibile. Il nostro team include persone con disabilità in ruoli chiave, non limitati al testing o all’analisi di applicativi. Collaboriamo attivamente con loro per migliorare il nostro lavoro e attraverso tavoli di lavoro raccogliamo feedback essenziali. Il nostro impegno va oltre, supportando iniziative di volontariato.

Questa integrazione favorisce l’empowerment delle persone con disabilità, permettendogli di assumere ruoli di leadership e influenzando positivamente il resto del team nell’accettazione e comprensione della disabilità.

Secondo voi i social media sono un posto accessibile e inclusivo, o sono ancora lontani da questo obiettivo e che si possa fare di più?
Le piattaforme social sono consapevoli dell’importanza dell’accessibilità digitale e benché non siano ancora perfette, sono generalmente più accessibili rispetto ad altri siti web. L’uso dell’intelligenza artificiale per descrivere immagini agli screen reader è un esempio di come viene gestita l’accessibilità dalle principali piattaforme.

Tuttavia, la responsabilità di creare contenuti accessibili spetta a tutti noi. Ecco perché, attraverso l’AccessiWay Academy, offriamo corsi specifici per i creatori di contenuti, contribuendo attivamente a una cultura web più inclusiva.

Quali sono gli strumenti che anche una piccola azienda o una persona può utilizzare per essere concretamente più inclusiva?
Dall’anno prossimo anche le PMI dovranno essere pienamente accessibili, per questo motivo servono soluzioni economiche che permettano anche a piccole imprese di essere accessibili. Noi per rispondere a questo bisogno offriamo un software plugin che migliora l’accessibilità dei siti web e offre più di 50 funzionalità di accessibilità a tutti gli utenti che accedono ad un sito.

Tuttavia non parliamo di una bacchetta magica, ma solo di una delle soluzioni da adottare. Il primo passo in ogni caso parte sempre dalla consapevolezza. Corsi di formazione e la scelta di template WordPress accessibili sono sempre un buon punto di partenza.

Se doveste lasciare qualche consiglio alle aziende che vogliono rendersi più inclusive, che cosa suggerireste loro per iniziare?
Il nostro consiglio alle aziende è di trattare l’accessibilità come un percorso di benessere continuo. Inizia con un’analisi dettagliata dell’ecosistema digitale esistente, seguita da un piano di correzione e manutenzione costante, anche attraverso una prima consulenza gratuita che può fornire un orientamento su come essere più inclusivi ed accessibili.

Noi di Marketing Espresso ringraziamo AccessiWay per questa intervista e ci auguriamo che vi abbia incuriosito! Se vuoi approfondire ulteriori nostri articoli li trovi qui ☕️

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