Come utilizzare i micro-dati per definire un piano editoriale | ME plus con Massimo Giacchino 

Nella piattaforma ME Plus abbiamo ospitato Massimo Giacchino e abbiamo affrontato il tema dell'analisi dei micro-dati per definire un piano editoriale efficace.
Micro-dati

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Nella nostra piattaforma ME plus abbiamo recentemente ospitato Massimo Giacchino, per parlare con lui dell’importanza dei micro-dati per definire un piano editoriale. E oggi, facciamo un piccolo recap 👀

Come definire un piano editoriale attraverso i micro-dati

In un recente webinar che abbiamo tenuto all’interno della nostra community premium, Marketing Espresso Plus, abbiamo avuto il piacere di ospitare Massimo Giacchino, autore di Design Marketing e Audience Personas

Insieme abbiamo visto come utilizzare i micro-dati per elaborare una strategia di contenuti e un piano editoriale e oggi vogliamo condividere alcune best practices emerse da questo interessante confronto. 

Per approfondire l’argomento e conoscere gli esempi pratici e tool utili che sono stati condivisi durante il workshop, puoi recuperare la live iscrivendoti a questo link qui.

Vediamo insieme, dunque, l’importanza dei micro-dati e come sfruttarli al meglio a livello contenutistico!

Innanzitutto, cosa sono i micro-dati?

Definiti da Massimo Giacchino come tracce e segnali che le persone lasciano online, i micro-dati non sono altro che “pezzetti di noi” che si possono trovare in qualsiasi piattaforma che utilizziamo e che raccontano qualcosa della nostra persona. 

Può essere un like, che racconta cosa apprezziamo. 

Una recensione, che racconta perché abbiamo scelto un prodotto e sulla base quali variabili lo valutiamo. 

O ancora, una domanda fatta su un motore di ricerca, da Google a YouTube, che racconta un nostro potenziale pain point o obiettivo che desideriamo raggiungere. 

Ogni giorno accediamo a Internet, anche solo per pochi istanti. Ed è lì, in quel momento, o micro-momento, che rempiamo l’online di informazioni che possono essere estremamente importanti per i brand che vogliono empatizzare con noi, conoscerci meglio e proporre una soluzione ai nostri problemi. 

“Siamo ciò che clicchiamo” e, dunque, i micro-dati sono una miniera d’oro per i brand che vogliono entrare in empatia con le persone potenzialmente in target. 

È solo dal momento che veramente si conosce qualcuno e si capiscono i motori della sua persona che si possono trovare argomenti interessanti, risorse utili e soluzioni pratiche per risolvere pain point. 

E perché sono utili per il piano editoriale?

Innanzitutto, se vuoi approfondire la struttura efficace di un piano editoriale, ti consigliamo di leggere questo articolo qui.

Stiamo parlando di quel documento strategico di fondamentale importanza per un Social Media Manager e per qualunque brand voglia creare contenuti utili, efficaci e direzionati. 

Il piano editoriale è una mappa, un documento dal taglio strategico in cui vengono inseriti tutti gli insight e le considerazioni raccolte in fase di analisi per poi tradurle in operatività.

Dietro il piano editoriale ci deve essere l’analisi di chi siamo e della persona a cui stiamo parlando

Emerge quindi subito l’importanza che risiede in tutta la fase d’analisi che precede la sua redazione, di cui i micro-dati devono essere protagonisti. 

Solitamente si parte dall’analisi del target e dall’individuazione delle buyer personas. In alcuni casi, specialmente nella definizione di un PED social, queste possono derivare da un’analisi un po’ limitativa. Se, infatti, vengono definite nella maniera più classica, tenendo conto esclusivamente delle caratteristiche demografiche e psicografiche, escludiamo tutta una serie di micro-dati che sono fondamentali per la creazione di un rapporto più profondo con la persona. 

Bisogna tenere conto dei motivi che spingono una persona ad arrivare a un prodotto, delle sue abitudini online, della sua dieta social, dei suoi bisogni sociali e non, dei suoi comportamenti tipici e interessi più radicati.

E come possiamo farlo?

L’Emphaty Map, o mappa dell’empatia, è uno strumento molto utile per un ponte di comprensione tra il brand e la persona. Serve per capire chi è, cosa fa, cosa prova e come pensa il potenziale cliente, analizzando le sue emozioni, i suoi obiettivi e i risultati che vuole raggiungere. 

Empathy Map Canvas

In questo senso, il PED non deve essere monodirezionale, o “product-oriented”. 

Al centro ci devono sempre essere le persone. 

Grazie all’accurata analisi dei micro-dati, il PED diventa utile, non autoreferenziale e di valore. 

Ma ecco alcuni step

Esistono alcuni passaggi fondamentali da seguire prima di strutturare un piano editoriale, tutti basati sull’importanza dell’analisi dei micro-dati.

Innanzitutto, partiamo cercando di comprendere quali sono le domande che si fanno le persone. Se una domanda è utile per una persona, si porta dietro lo spunto di un contenuto rilevante e d’interesse per il target. 

È anche grazie alle domande frequenti fatte online che si possono individuare, o addirittura anticipare, nuovi trend o touchpoint

Il secondo step riguarda la comprensione di cosa le persone vogliono imparare. Tutti vogliamo informarci su qualcosa di nostro interesse e, per farlo, spesso utilizziamo i social o i motori di ricerca. 

Successivamente, bisogna capire cosa pensano le persone riguardo tali argomenti, quali sono le loro posizioni al riguardo. Ad esempio, perché un account viene seguito, cosa si evince dai commenti, quali sono i temi correlati e come si pongono le persone nei confronti di tali topic. 

Per capire ciò, non basta solo leggere commenti, o vedere le ricerche correlate su YouTube. Si possono anche analizzare i libri che queste persone leggono, scrivendo la parola chiave d’interesse su Amazon. 

Sono molto importanti anche le recensioni post acquisto di prodotti, del tuo brand o di un competitor, di libri che trattano argomenti simili ai tuoi ecc. In queste, infatti, si ritrovano spesso i motivi che hanno spinto le persone a comprare il prodotto, comprendendo il pain point più profondo e la problematica che tale prodotto può risolvere. 

Infine, i micro-dati sono fondamentali per “stare sempre sul pezzo”, ovvero anticipare, analizzare e cavalcare gli argomenti più cercati nell’ultimo periodo, le nuove mode, i nuovi interessi ecc. 

Vuoi approfondire l’argomento?

Insomma, questi erano solo alcuni spunti di riflessione per iniziare a comprendere la potenza di un’efficace analisi dei micro-dati al fine di redarre un piano editoriale funzionale e in grado di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati in fase strategica.

Se ti interessa l’argomento, ti ricordiamo che puoi recuperare la live di Massimo Giacchino e scoprire tutti gli esempi pratici e i consigli del professionista all’interno di Marketing Espresso Plus, la community di chi lavora con i Social Media.

Infatti, chi lavora nel mondo social si trova spesso senza nessuno con cui confrontarsi, a cui chiedere consiglio o da cui avere un parere.

All’interno di Marketing Espresso Plus, troverai spazi dedicati a eventi live e workshop, consigli tecnici e casi studio, tool e risorse utili, esercizi, campagne, news, annunci di lavoro, spazi community e tanto altro.

Grazie per aver letto l’articolo fin qui ♥️

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