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In questi anni i social media hanno ricoperto un ruolo sempre più rilevante nell’arricchimento del nostro “mondo delle idee”.
Temi prima ritenuti “faticosi” come il razzismo, la politica, l’economia, oggi risultano più immediati e fruibili.
Uno dei temi che in Italia, come nel resto del mondo, è da sempre etichettato come tedioso per eccellenza, è il femminismo: movimento che si batte per l’uguaglianza di genere.
Lo stereotipo ad esso spesso associato è quello di ragazze rabbiose e aggressive, pronte ad annoiare il loro pubblico con chiacchiere interminabili. Oggi questo stereotipo subisce un’evoluzione.
Fino a qualche anno fa infatti, la battaglia femminista era soggetta a una militanza perlopiù ristretta.
Il quarto femminismo
La nascita del cosiddetto “quarto femminismo” si ricollega all’uso sempre più frequente e presente dei social media, che dimostrano tutta la loro potenza. Un insulto, un sondaggio, un articolo; tutto avviene in modo più diretto e immediato, riuscendo a dare nuova vita al dibattito femminista.
Il femminismo social diventa più spregiudicato, forte e soprattutto inclusivo.
Individui del tutto disinteressati all’argomento, oggi si trovano immersi in questo mondo di notizie.
Il quarto femminismo abbandona il principio del “separatismo” anni Ottanta come pratica esclusivamente femminile, per aprire le frontiere al mondo degli altri generi.
Impegno sociale sui “social”
I social media possono quindi essere una reale opportunità per stimolare l’interesse verso argomenti più impegnativi?
Sembra di sì. Blogmeter, istituto di ricerca social certificato ASSIRM (Associazione Italiana Ricerche di Mercato), nella sua ricerca “Italiani e Social Media”, evidenzia che il 38% degli italiani si ispira a ciò che ha visto sui social, mentre il 29% si affida ai prodotti presentati dagli influencer. Ovviamente l’ispirazione che il singolo individuo trae dal mondo social varia in base ai temi di interesse, ma l’immediatezza e anche la “leggerezza” dei mezzi rende più fruibili anche gli argomenti più gravosi.
Le pagine che trattano di femminismo sui social media, spaziano da argomenti come il femminicidio, il catcalling e il bodyshaming, anche in relazione alle notizie giornaliere.

Pagine instagram consigliate per stimolare la propria coscienza femminista:
Prendiamo ad esempio unwomen, si tratta dell’ente delle Nazioni Unite che lavora per favorire il processo di crescita e sviluppo della condizione femminile e della loro partecipazione pubblica. Istituita nel 2010 e diventata operativa nel 2011, Michelle Bachelet, ex presidente del Cile, ne è stata la prima direttrice esecutiva. Unwomen ha il compito di:
- supportare i corpi intergovernativi, come le Commissioni per le Pari Opportunità nella formulazione delle politiche, nella definizione degli standard minimi globali e nella legiferazione di nuove norme.
- aiutare Stati membri delle Nazioni Unite a implementare gli standard raggiunti e mettere a disposizione supporti tecnici e finanziari appropriati in relazione ai paesi richiedenti stabilendo un rapporto di collaborazione con la società civile.
- consentire agli Stati membri di contribuire attivamente all’interno di un sistema capace di adempiere ai propri impegni indirizzati all’ eguaglianza di genere.
Troviamo qui due esempi di post instagram di successo relativi a questa pagina.


Osservando questi due post, notiamo:
- I colori accesi che attragono la vista dell’utente
- L’uso della lingua inglese che rende possibile una maggiore diffusione del messaggio
- Le parole sono semplici e dirette
- Le eventuali figure e immagini trasmettono energia positiva
- La presenza del logo è visibile ma non invadente
Nonostante la serietà degli argomenti trattati, queste carrateristiche riescono a incuriosire e stimolare l’interesse dell’utente, rendendo unwomen un account da 1,6 milioni di followers.