Immagine corporea e social media: con chi ti paragoni fa la differenza

L'immagine corporea è influenzata dal tempo che trascorri sui social media e dalle foto che compaiono sulla tua home. Infatti, il tempo trascorso a visualizzare le foto degli altri utenti può avere importanti effetti sulla salute mentale e portare alla creazione di vere e proprie patologie, come la dismorfia da snapchat.
Immagine corporea

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L’immagine corporea è influenzata dal tempo che trascorri sui social media e dalle foto che compaiono sulla tua home, ma parlarne non è semplice e per farlo ci siamo chiesti «come trattare il legame tra social media e immagine corporea in maniera realistica?». Qui per te le nostre considerazioni, tra ricerche e riflessioni.

3 step: esposizione, confronto e influenza

Non è una novità: social media e pubblicità sono stati spesso accusati di veicolare standard di bellezza irrealistici e poco inclusivi. Quello che manca è capire come realmente contribuiscano a determinare negativamente l’immagine corporea e il ruolo che noi utenti abbiamo nell’influenzare quella degli altri.

Per spiegarlo, dobbiamo passare da un processo a 3 step che comprende:

  1. l’esposizione alle immagini sui social media selezionate per apparire più desiderabili e attraenti
  2. il confronto tra la realtà perfetta online e le imperfezioni offline
  3. gli effetti del confronto sui pensieri e i comportamenti delle persone

In fondo ti aspettano le riflessioni della nostra community con cui questo articolo è stato co-creato e poiché non vediamo l’ora di leggerle, iniziamo!

1. Esposizione: cosa vedi sulla tua home

Le immagini che compaiono sulla tua home possono plasmare l’idea che hai di te stesso. Non è un mistero: i contenuti che compaiono nella tua filter bubble giocano un ruolo fondamentale nel cambiare le percezioni che hai del tuo corpo e della realtà che ti circonda. Probabilmente ti sarà capitato spesso di incontrare:

  • corpi magri
  • dieta popolari
  • cibi sani
  • immagini fitness
  • foto filtrate

Anche se non sono elementi nocivi di per sé, non solo possono influire sul modo in cui ti percepisci, ma anche aggravare i problemi di chi è più sensibile al tema dell’immagine corporea.

Infatti, come nella vita offline, anche sui social media non siamo tutti uguali, ma l’esposizione massiccia a modelli di bellezza standard e in linea con la cosiddetta diet culture porta con sé un senso di inadeguatezza che ci fa sentire non abbastanza magri e non abbastanza in forma.

Il risultato è la tentazione di:

  • aderire allo standard per sentirsi attraenti e apprezzati
  • confrontare le proprie foto con quelle degli altri utenti.

2. Il confronto (obbligato)

Facci caso: il confronto con i contenuti della tua home e non è mai un confronto neutrale. Può portarti a sentirti meglio con te stesso e aumentare la tua autostima o, più spesso, può portare ad inasprire il giudizio nei confronti del tuo corpo.

A dircelo sono molte ricerche, tra cui quella pubblicata sulla rivista Body Image che ha rilevato che le donne (soprattutto giovani) confrontano negativamente le loro fotografie con quelle di altre donne, ma non è tutto.

Un altro fattore determinate è il tempo che trascorri a visualizzare le foto degli altri. Infatti le persone che trascorrono più tempo sui social media sono più preoccupate per il loro corpo, soprattutto dopo aver visto quelle dei loro coetanei.

D’altronde, contrariamente a quanto potremmo pensare, sui social siamo più portati a confrontare la nostra immagine con quella di conoscenti, coetanei e influencer, cioè con modelli che percepiamo più realistici e vicini e meno con i modelli standard della comunicazione tradizionale.

Ma questo non è un fenomeno tutto femminile. Infatti, seppur il target più colpito sia quello delle giovani donne, gli uomini non sono immuni e anche i target maschili sono sempre più preoccupati per la loro forma fisica soprattutto dopo la visione di immagini fitness.

Le percentuali ci dicono che l’87% delle donne confrontano i loro corpi con le immagini dei social media, ma non è un risultato così lontano da quello degli uomini, pari al 65%. Alla base del senso di inadeguatezza che colpisce uomini e donne c’è il bisogno di ottenere approvazione ed evitare disapprovazione, che ha effetti sia sui pensieri che sulle azioni delle persone.

Il confronto con gli altri e gli effetti sull’immagine corporea

3. L’influenza su pensieri e comportamenti

La conseguenza più evidente è la glorificazione di corpi irrealistici e la spinta a restrizioni alimentari che plasma la nostra cultura. Tuttavia, anche noi utenti facciamo la nostra parte per alimentare la tensione costante tra il desiderio di naturalezza e la voglia di apparire perfetti che porta con sé conseguenze negative sui pensieri e i comportamenti, come:

  • l’illusione di poter controllare tutto della nostra immagine, anche grazie all’uso di filtri bellezza
  • l’aumento del tempo trascorso a ritoccare foto grazie ad App. di editing gratuite
  • la sensazione di disagio dopo aver condiviso una foto generata dal timore che gli altri ci giudichino poco attraenti
  • credere che i modelli di bellezza standard siano molto più popolari di quanto lo siano nella realtà
  • inseguire ideali di magrezza
  • dettare ideali culturali di femminilità e mascolinità

La lista delle conseguenze negative potrebbe continuare, ma se fin qui l’ossessione di paragonarsi agli altri non ti ha stupito affatto, pensa cosa può succedere quando subentra l’ossessione di assomigliare a sé stessi, ma coi filtri.

Tra gli effetti più estremi che i social media possono avere sull’immagine corporea, ci sono l’acuirsi dei disturbi alimentari e la cosiddetta dismorfia da Snapchat.

Tutta colpa dei filtri: la Dismorfia da Snapchat

La Dismorfia da Snapchat non è fantascienza, ma è il ricorso alla chirurgia plastica per poter assomigliare di più alle proprie foto realizzate con l’uso dei filtri.

L’abuso dei filtri bellezza consentito dalle piattaforme come Instagram ci consentono di:

  • uniformare il tono della pelle
  • modificare le nostre caratteristiche fisiche
  • aumentare il volume delle labbra e con esse anche il timore per i nostri difetti.

La radice del problema è riconoscibile nell’evidenza che siamo abituati a vedere le nostre imperfezioni allo specchio, ma non ad avere la possibilità di sapere come saremmo senza.

Infatti, i filtri possono avere effetti dannosi sugli adolescenti e sugli utenti più sensibili ai temi dell’immagine corporea, soggetti ad interiorizzare più velocemente i canoni di bellezza standard. Così, anziché confrontarci più solo con i volti degli influencer e con le immagini pubblicitarie, ora abbiamo anche la possibilità di farlo con i nostri scatti filtrati.

Ma non è finita qui! La promessa di questo articolo è parlare di immagine corporea in maniera realistica. Per questo, vi lasciamo alle risposte di alcune di voi a cui abbiamo chiesto in che modo i social media influenzassero la percezione della loro immagine.

Prenditi del tempo; leggi qui sotto!

Cosa ne pensa la community?

Quello che è emerso dalla discussione con alcuni di voi è che nell’era dell’always-on la responsabilità di veicolare standard poco inclusivi non è più solo dei media tradizionali, ma appartiene a tutti noi.

Infatti, gli utenti sperimentano un generale senso di malessere quando navigano sui social che ha effetti inevitabili sulla vita offline. Ci si sente stanchi di un linguaggio poco inclusivo, in cui trionfano espressioni come taglie forti e prova costume. Ma l’atteggiamento di distacco nei confronti dei filtri e canoni stereotipati, non si traduce necessariamente in comportamenti in grado di contrastare gli standard.

Infatti, riconosciamo che la realtà dei social è filtrata e selezionata, ma noi stessi utenti filtriamo e selezioniamo i nostri contenuti.

In altre parole vogliamo naturalezza, ma desideriamo anche approvazione e perfezione. Qui per te le citazioni di alcuni di voi, che forse sono simili alle risposte che avresti dato tu:

Nel momento in cui è tangibile la differenza tra ciò che emerge sui social e la realtà sono sommersa da sensazioni contrastanti. Il gap che può emergere tra la foto postata e la persona reale mi trasmette una sensazione negativa.
Penso sarei ipocrita se ammettessi di essere immune dalle influenze sui stereotipi di fisicità e bellezza.

I.

Non sono immune a quel confronto che scatta in automatico alla vista di feed confezionati e patinati anche se so che spesso è pura costruzione. Ritengo che ci sia ancora molta strada da fare per l’accettazione dei
reali standard estetici, da parte di noi utenti ma anche da parte dei brand e dell’advertising.

G.

I social network alterano la percezione della realtà, ma ciò accade anche nella vita reale. Prendiamo un  modello di riferimento e lo idolatriamo dimenticandoci di far emergere i nostri talenti e potenzialità

P.

La bellezza sui social è la bellezza delle fiabe: perfetta e impeccabile. Quando scrollo quelle immagini così perfette è come se sfogliassi la guida turistica del sud America: ammiro quei panorami, ma non mi struggo se non potrò mai vederli. Mi ispirano e stop. Così come le foto di corpi perfetti sui social: non mi importa se non avrò mai quel corpo, ma potrò ispirarmi ad essi, se ne avrò voglia.

G.

7 consigli per migliorare l’immagine corporea

Arrivati fin qui non ci resta che provare a creare un ambiente digitale più sano e migliorare la relazione che abbiamo con la nostra immagine corporea.

Ecco 7 consigli che possono aiutarti!

  1. Sii cosciente della tua immagine, ma anche delle attività che il tuo corpo ti permette di fare.
  2. Segui account body positivity: chi abbiamo intorno fa la differenza, anche sui social.
  3. Fai una lista di 5 cose che ti piacciono di te (e ogni tanto rileggila)
  4. Sii critico nei confronti delle immagini che vedi sui social media: riconosci i contenuti pubblicitari e quelli filtrati dei tuoi amici.
  5. Guardati intorno, ma solo per apprezzare la varietà delle persone intorno a te
  6. Evita di seguire molti account che vendono prodotti per il corpo
  7. Se puoi, informati sulle connessioni tra social media e immagine corporea. È l’ultimo consiglio, ma il primo passo da compiere.
7 consigli per te che ci leggi

Iniziamo a informarci da qui: cosa succede in Norvegia

Il tema del legame tra social media e immagine corporea non è passato inosservato né ai colossi del Web né alle Istituzioni. Probabilmente gli interventi non saranno mai abbastanza e la ricerca è solo agli inizi, ma l’ultima notizia riguarda il Parlamento Norvegese.

Forse ne sei già a conoscenza, ma in Norvegia segnalare il ritocco dei contenuti pubblicitari postati sui social diventerà legge, con lo scopo di contrastare standard di bellezza dannosi per gli utenti e difendere i più giovani da modelli irrealistici che minano l’autostima degli stessi.

La normativa riguarda qualsiasi modifica che influisca sull’aspetto delle dimensioni del corpo, sulla pelle, compreso anche l’uso dei filtri di Instagram. Anche se c’è chi pensa che non sia abbastanza, ricordiamo che che gli studi degli effetti sui social media e l’immagine corporea sono solo agli inizi e che anche noi utenti possiamo creare un ambiente digitale più sano.

Prima di lascarti

Grazie per essere arrivato fin qui. Questo articolo è stato co-creato con quattro ragazze della community di Marketing Espresso e fa parte del progetto Social Education, creato in collaborazione con University Network e il Movimento Etico Digitale 

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