Rivoluzionare il mondo dell’energia grazie al Digitale: il caso NeN energia

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NeN energia è una startup tech che vuole rivoluzionare il mercato dell’energia grazie ad un approccio lean e il vantaggio del digitale.

Ma prima, lascia che ti spieghi come è nato tutto.

Se dovessi stilare una top 10 dei settori più lenti, macchinosi e vecchi in Italia, sicuramente quello dell’energia sarebbe sul podio.

Viene quindi difficile immaginare che queste settore cambi, magari rivoluzionato dal digitale, data la presenza di giganti consolidati e di modi di fare ed esperienze dell’utente (spesso negative) ormai costanti.

Evidentemente non la pensa così anche NeN energia.

Quando mi sono imbattuto sul loro sito sono rimasto affascinato e rapito da due cose: chiarezza, trasparenza e user experience (ok forse erano più di 2).

Sembrava di non essere in un sito di una compagnia dell’energia, dove tutto è complicato, pieno di termini tecnici, confusionario e non funzionante.
È stata la prima volta che ho avuto piacere di navigare su di un sito di una energy company, per la facilità d’utilizzo, la semplicità dei dettagli e il linguaggio comunicativo informale (cosa che difficilmente si trova nella maggior parte dei siti esistenti, figuriamoci in quelli di questo settore).

Così mi sono informato e ho voluto approfondire cosa fosse NeN, quali fossero i loro obiettivi e l’idea alla base.

Da questo è nata una bellissima intervista con Daniele Francescon, Head of Growth di NeN, da cui si può conoscere meglio questo bellissimo progetto e trarre spunti molto interessanti.

Ciao Daniele, innanzitutto, cos’è NeN energia?

NeN è una EnerTech, cioè un’azienda che nasce per migliorare il mondo dell’energia grazie alla tecnologia. È anche una startup che è sul mercato da circa 3 mesi, e che offre “in abbonamento” l’energia di casa, energia elettrica verde davvero, e un servizio incentrato sul digitale. E poi è un suono piacevole, rilassante.

Mercato dell’energia? Di certo non uno dei più semplici in Italia.
Perché avete scelto di operare in questo specifico settore?

No, non è semplice, ci sono circa altri 800 fornitori tra luce e gas, ma non c’era ancora NeN.

Abbiamo in realtà seguito l’intuizione di quello che stava succedendo in altri settori, in cui dopo qualche decennio di “stasi” arriva qualcuno che sfrutta le ultime tecnologie (e approcci) per sbaragliare il mercato: ci sono diversi esempi, dalla telefonia alla finanza, fino al settore del food. In UK, gli operatori digitali sono ormai consolidati e coprono più del 25% del mercato.

A chi vi rivolgete e qual è la vostra Value Proposition?

Ci rivolgiamo agli entusiasti della semplicità e agli amanti dell’ambiente. Lo facciamo con un prodotto digitale disegnato da zero, e con un’attenzione all’ambiente: la nostra energia non diventa green (come per alcuni), nasce green.
E poi parliamo ai sospettosi o diffidenti, vogliamo essere la prima utility che ti fa mettere il naso dentro le cose, ti fa vedere la faccia di chi lavora per te, e parla in modo talmente franco che non sembra una utility.

L’ultimo pezzo della nostra value proposition parla invece a tutti quelli che vogliono essere liberati dall’interpretazione della bolletta e concentrarsi su quello che conta: come e quanto consumo. Con NeN paghi quello che consumi, ma sai sempre in anticipo quello che paghi, come in abbonamento, tutto incluso.

Come riuscire a stravolgere un mercato “lento” e “pesante” come questo con un approccio lean come il vostro?

Posso rispondere a come ci stiamo provando noi: prima di tutto costruendo un prodotto il più diverso possibile, e poi rimanendo curiosi e affamati di ritorni da chi il prodotto lo usa, e pronti a rimettere in discussione il tutto.

La nostra prima versione di app, frutto di 6 mesi di lavoro, è stata stravolta dopo che l’abbiamo data in mano a 50 persone. L’abbiamo praticamente rifatta a 3 mesi dal lancio sul mercato. Lo stesso dicasi per la comunicazione, e per il marketing: cerchiamo sempre di essere diversi, non convenzionali in quello che facciamo, e poi di non aver paura di lasciare andare una strada e imboccarne un’altra.

A livello Marketing, quali sono le iniziative sulla quale state puntando ora maggiormente?

Siamo in fase di costruzione della brand awareness, e in parallelo di sperimentazione estesa per individuare il nostro mix di canali (digitali) ideale.

Per cui le iniziative su stiamo puntando maggiormente, anche grazie alla fine del lockdown, sono sull’offline a cui fino ad oggi abbiamo rinunciato per impossibilità. Abbiamo un paio di strade creative interessanti per i mezzi tradizionali, e stiamo creando qualche contenuto video sia per l’online che l’offline.

Come sfruttate il Digital?

Piccola premessa, il digitale per noi è il mezzo, non il fine. Quando vuoi parlare con noi, troverai noi (per davvero, a volte puoi trovare me perché tutti partecipiamo al supporto).

Detto questo, internamente, il digitale ci permette di tracciare tutto quello che facciamo e agire rapidamente, abbiamo un ritmo settimanale di revisione delle performance, e un sistema di analytics molto sviluppato, per cui non dobbiamo “fare un’analisi” per capire un fenomeno, di solito ce lo dicono i dati.

Dal punto di vista esterno, i dati sono alla base del nostro modello di business, che a breve introdurrà un piccolo salto tecnologico che ci aiuterà a mantenere una promessa che tutti fanno già, ma nessuno realizza: dare coscienza alle persone di come stanno consumando, come possono risparmiare e inquinare meno. Senza i dati è difficile aspettarsi che la gente migliori i comportamenti. Noi ci stiamo per arrivare.
Infine, il digitale ci permette di esistere, visto che NeN ha 3 mesi di vita sul mercato, ed è quindi ufficialmente nata sotto il COVID con un team completamente in remoto.

Ritenete importante la creazione contenuti? Quali canali utilizzate?

Assolutamente, assolve al nostro valore di trasparenza e di vicinanza ai NeNner (come chiamiamo sia noi che i clienti).

Per il contenuto utilizziamo il nostro blog come contenitore principale. Da li passa sui nostri canali social (IG e FB) e alla nostra community digitale riservata ai NeNner, PersoNeN, sempre su FB.

NeN energia usa un registro comunicativo disruptive per il settore in cui opera, la caratteristica fondamentale del marketing non convenzionale e dei movimenti di protesta artistica del Cultural Jamming. È una scelta apposita e soprattutto, quanto incide nel rapporto con l’utente e quali sono le reazioni dell’utente ad un linguaggio del genere, a cui non sono abituati?

La scelta del linguaggio, sia scritto che visivo, è forse una delle cose a cui dedichiamo più energie, con un unico obiettivo: mettere in evidenza la nostra diversità e creare un brand. Partiamo dal nostro payoff “non pensare all’energia” che va in direzione opposta al tipico tentativo delle energy company di creare una connessione mistica, tra energia vitale e la luce e il gas.

Per la comunicazione in generale, ogni punto di contatto per noi diventa un esercizio creativo, in cui cerchiamo di estrarre il massimo dal contesto, fatto di momento, messaggio e mezzo. Sempre tenendo a mente pragmatismo, empatia, e coraggio sono i nostri mantra quando pensiamo al linguaggio. Le reazioni delle persone alla nostra comunicazione sono tipicamente di due tipi: entusiasmo o naso che si storce, ma difficile passare inosservati, e per ora prevale l’entusiasmo.

Si può creare un Love Brand nel mondo dell’energia? Qual è l’obiettivo di NeN?

Se non ci credessi, non sarei qui.

È un lavoro lungo e sporco, ma siamo lieti di farlo. Direi che quello di creare un brand è proprio il nostro obiettivo di questa fase. Cosa intendo per brand: un’azienda di cui i NeNner si fidano, sui cui valori si rispecchiano, e a cui guardano con interesse.

Per il resto, il nostro obiettivo è dimostrare (con i numeri) che è che è effettivamente possibile costruire una proposta chiara, senza doppi sensi. Ed è anche possibile farla esistere interamente sul digitale, in linea con gli standard di questo decennio.

Consigli a chi vuole rivoluzionare un settore così convenzionale?

Iniziare dalla cultura aziendale e dallo scegliere le persone giuste, che vedono il fatto che la bolletta/contratto/processi siano complicati (perché regolati) come un punto di partenza e non di arrivo. Che si ispirino ad altri settori (e paesi) e non al meglio che è stato fatto nel settore (e nel paese).

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