La casa di carta: come “rubare” nel marketing

Hai mai notato un contenuto simile in pagine diverse? Bene, in quel momento eri un ostaggio della Casa di Carta con davanti un ladro d’idee.

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Hai mai notato un contenuto molto simile in pagine diverse? Bene, in quel momento eri un ostaggio della “Casa di Carta” con davanti un ladro intento a rubare idee di marketing digitale.

Ogni volta che ti trovi davanti allo stesso post pubblicato da pagine distinte, diventi un ostaggio con la maschera di Dalì della “Casa del Marketing” fermo a vedere il “conflitto” tra rapinatori e vittima, sotto lo sguardo attento del Professor Internet.

Ma tu da che parti stai?

Credi sia possibile “rubare” nel mondo del marketing?

Scopriamolo insieme!

La casa del marketing di carta

Da pochi giorni dall’uscita della prima parte della “Casa di Carta 5” è chiaro che questa serie sia riuscita a farsi apprezzare e amare in tutto il mondo, senza differenza di sesso ed età.

Gli episodi narrano le due celebri rapine eseguite dalla banda di rapinatori, che si identificano grazie alla loro tuta rossa e l’inconfondibile mascara di Dalì. Nessuno di loro si presenta con il proprio nome di battessimo, anzi utilizzano un nome di una città per farsi riconoscere, ad esempio: Tokyo o Berlino.

La brillante mente che sta dietro i piani è il Professore, che guida la banda da un posto segreto e tiene in pugno la polizia con geniali tecniche di manipolazione.

Ma non pensare di dover andare fin alla Banca di Spagna, per incontrare la giovane banda.

Se hai questo desidero, basterà metterti comodo sul divano, utilizzare una buona connessione internet e potrai scovare altri ladri ben mascherati e apprezzati dal pubblico, ovvero: i ladri d’idee.

Pensiamoci su…

Quante volte abbiamo notato dei contenuti molto simili sui social?

Con molta probabilità erano in pagine di competitor, ma riflettendoci bene non ti è salito il dubbio su chi avesse il ruolo della “vittima” e chi di “ladro”? 

Il più delle volte non ci facciamo neanche caso, perché i creator sono bravi a prendere in prestito contenuti da altre pagine, ovvero rubare con maestria, offrendo un valore in più rispetto all’ideatore.

Quindi quello su cui noi ci soffermiamo non è la “rapina”, ma il valore che ci dona il post.

In questo modo, i ladri d’idee riescono a farsi apprezzare e supportare, come i rapinatori della “Casa di Carta”.

È giusto rubare nel marketing?

Nel marketing, come in altri settori, ogni creator propone idee innovative per far crescere la sua notorietà e cercare di differenziarsi dalla massa.

Ma non tutti riescono ad essere così creativi e innovativi e si vedono costretti a rubare le idee degli altri.

In questo preciso momento la persona che “ruba” diventa il protagonista della “Casa di carta”, di certo non avrà un nome di città ma anche in questa occasione il furto sarà guidato dalla mente brillante di un Professore, chiamato Internet, e ruberà con il viso coperto dalla maschera di Dalì.

Cosa c’entra il famoso pittore?

Quando non si propone una propria idea sulla rete, come nel marketing, noi non mettiamo in gioco solo la nostra faccia ma indossiamo una maschera creata da qualcun altro.

Tutto ciò è sbagliato?

Assolutamente no, se quando rubiamo non adottiamo la pretesa di spacciare l’idea esclusivamente come nostra e non la copiamo in modo letterale, ovvero punto per punto.

Rubare nel marketing, non significa non dare il proprio tocco creativo all’idea, ma vuol dire prenderla in prestito per trasformarla in nostra attraverso un processo creativo personalizzato.

Infatti, come nella celebre serie tv, dobbiamo rubare per creare valore agli occhi degli spettatori.

Ti risulta che la “Casa di Carta” sia l’unica serie che parla di rapine?

A me no sinceramente, ma è stata una delle poche a farsi amare da un pubblico tanto vasto, grazie al tocco personale dei creatori.

Allora scopriamo insieme qual è il suo segreto.

Come “rubare” al tuo competitor creando valore

Molti di noi hanno apprezzato la “Casa di Carta” perché seppur ci siano altre serie simili e seppur nata da un’idea “rubata”, in quanto s’ispira a una rapina veramente avvenuta anni fa in Argentina, si è saputa differenziare colpendo il cuore delle persone.

I rapinatori non avevano intenzione di fare del male agli ostaggi o rubare smuovendo l’antipatia del pubblico.

Ma hanno cercato di svelare il volto, secondo loro, poco limpido dello Stato, facendo credere ai cittadini di stargli facendo un favore a provocare così tanto il nemico, divenuto ormai comune.

Pian piano siamo entrati in empatia con la banda e siamo diventati amanti della mente del Professore, anche con la consapevolezza che fossero dei criminali.

Addirittura, abbiamo provato antipatia nei confronti della polizia e odio verso gli ostaggi che provavano a sabotarli.

Ma nella vita di tutti giorni l’avremmo fatto?

Assolutamente no!

I creatori della serie hanno “rubato un’idea” ma proponendola con altre vesti e realizzando un’impresa impossibile.

Il loro scopo era persuaderci e manipolarci facendoci credere che la rapina è stata fatta per un bene comune, anche se i sostenitori dietro le porte della banca non hanno incassato niente.

Quindi il problema non è rubare l’idea, ma trovare il modo di farla nostra persuadendo il pubblico, per farci apprezzare senza apparire come ladri egoisti.

Se vuoi rubare nel marketing un’idea non potrai, nel contempo, creare valore sulla pagina se non la differenzi.

Ogni contenuto creato è fatto ad hoc per un target definito, con il proprio tone of voice e strategie di persuasione. Tutto viene costruito su misura.
Il Professore è riuscito nella prima rapina, proprio perché ha usato il cervello!

Quindi sì, è giusto rubare l’idea di un’altra pagina, ma solo se credi di poterla valorizzare personalizzandola con il tuo marchio di fabbrica.

Il segreto di una buona “rapina” è la differenziazione.

Strategia della differenziazione nel marketing

Il posizionamento strategico di un brand passa dall’individuazione di un target di riferimento alla scelta di strategie competitive per far emergere la propria brand loyalty (fedeltà della marca).

Una delle tecniche più perseguite è la strategia della differenziazione.

La conosci?

Per adottare questa strategia il brand si pone l’obiettivo di far percepire il proprio prodotto o servizio differente, nello stesso tempo adattarlo alle caratteristiche richieste dal target di riferimento.

Lo scopo finale è la creazione di un valore unico del brand.

Facciamo un esempio per capirci meglio:

Se noi decidessimo di aprire un locale di panini nel centro di Milano rubando l’idea di un commerciante di un piccolo paesino, non potremmo limitarci ad alzare la serranda nello stesso modo della nostra “vittima”.

Per avere successo dovremmo studiare le persone del quartiere dove stiamo per aprire la nostra attività, le abitudini, i bisogni e trovare il modo per evidenziare il nostro valore unico.

Insomma, modificare il “vestito” rubato rendendolo su misura per la nostra modella, ovvero il nostro target.

Ognuno di noi può essere ladro d’idee senza ricadere nel penale o, il più delle volte nel ridicolo, basta saper rubare in modo efficace, usando il cervello.

Differenza tra differenziare e plagiare

Il plagio è un appropriamento delle idee altrui senza dignità creativa.

In quanto chi commette tale reato vende l’idea rubata come propria, scatenando un conflitto d’interesse con la vittima.

Nel mondo del marketing è facile sentire parlare di chi ruba, a chi e di chi copia cosa.

Ma la verità da tenere a mente è che nessuno ha inventato nulla, tutto nasce da una mescolanza di idee già esistenti.

La domanda da porci non è “quando potrò repostare questo contenuto rubato” ma “cosa potrò offrire io di diverso che l’altro non ha potuto o saputo dare?”

Ricorda: “C’è un netta differenza tra chi ruba senza distinzione, ricadendo nel plagio, e chi impara a rubare rielaborando il materiale che ha nelle mani”.

rubare marketing

Rubare nel marketing non vuol dire per forza commettere reato o un atto senza dignità verso la “vittima“.

Ma trovare un punto di partenza per creare il proprio contenuto, quindi un punto d’inspirazione.

L’importante non sta solo nel sapersi differenziare ma nell’avere rispetto verso il prossimo.

Secondo te è giusto appropriarsi di un’idea altrui spacciandola per nostra?

Come la banda della “Casa di Carta” che non ha avuto neanche la minima intenzione di nuocere al prossimo, mettendo la vita degli ostaggi volutamente in pericolo.

Tutto ciò ci permetterà di diventare dei ladri non egoisti, ma attenti al prossimo, alla nostra reputazione e al benessere del nostro pubblico.

Conclusione: Pronto a “rubare” le idee di marketing

Nel marketing, come in altri settori, rubare altre idee è un atto molto ricorrente che non sempre crea scompiglio.

Ogni creator è libero di portare innovazione, ma con la consapevolezza che:

“Un’idea, una volta messa sul mercato è libera di andare, di crescere, di far nascere altre idee”.

Così facendo avremo la soddisfazione di aver contribuito a far crescere un processo creativo che è un flusso continuo di rielaborazioni di cui noi facciamo parte.

La parola “rubare” nel marketing, se colorata di tale consapevolezza non avrà un significato pienamente negativo, ma sarà simbolo dell’innovazione e dell’altruismo.

Ognuno di noi può offrire valore al prossimo senza fare grandi sforzi, come una rapina alla Banca Nazionale…

Ecco come “La Casa di Carta” ci insegna a essere ladri d’idee apprezzati dal pubblico, che hanno a cuore la creazione di valore e l’innovazione.

Sii originale come la banda del Professore!

Se dopo aver trovato l’idea giusta vuoi condividerla, ti consiglio di leggere quest’articolo per farla conoscere nel migliore dei modi al tuo pubblico online!

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