SUPER BOWL: gli spot dell’intervallo più costosi di sempre

Il Super Bowl è decisamente l’evento sportivo più seguito ed atteso negli USA. Ma sai quanto costa ai brand far apparire il proprio spot tra il primo e il secondo tempo? Immergiti in questo articolo per scoprirlo. 

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Il Super Bowl è decisamente l’evento sportivo più seguito ed atteso negli USA. Ma sai quanto costa ai brand far apparire il proprio spot tra il primo e il secondo tempo? Immergiti in questo articolo per scoprirlo. 

Qualche curiosità prima di entrare nel vivo

Ogni anno, la prima domenica di Febbraio, negli USA si disputa la finale di campionato della NFL (National Football League), la lega professionistica nazionale del Football Americano. Questo evento è conosciuto da tutti come Super Bowl e non è solo un evento sportivo, ma un vero e proprio spettacolo con effetti speciali e cantanti di fama mondiale protagonisti dell’ormai noto Halftime Show (l’esibizione dell’intervallo). Tra gli ospiti del 2022 ci sono nomi come Eminem, Dr.Dre e Mary J Blige. 

Lo stadio in cui si disputa il match è ogni anno diverso, il prescelto per il quest’anno è il SoFi Stadium di Inglewood, California

Super Bowl - American Football
Super BowlAmerican Football

Il Super Bowl in numeri 

Secondo una statistica di Nielsen, nel 2021 la finalissima della lega NFL si è conclusa con un’audience di 96,4 milioni di spettatori in diretta: il 68% delle televisioni statunitensi era sintonizzata sul match. Fanno parte del totale anche i 5.6 milioni di spettatori connessi tramite piattaforme streaming.

Il pubblico da casa è davvero numeroso, ma non c’è da sorprendersi visto che i biglietti per il match partono da un minimo di 5.100 $

Insomma, questo match è una vera fucina di denaro. Ma gli introiti non arrivano di certo solo dalla vendita dei biglietti.

Il prezzo della visibilità: quanto può costare uno spazio pubblicitario al Super Bowl? 

Prima parlavamo di Halftime Show per quanto riguarda l’intrattenimento musicale, ma durante l’intervallo c’è anche un intermezzo commerciale bramato dai più grandi brand. Non c’è da stupirsi se è qualcosa di molto ambito, visto l’esorbitante numero di spettatori che vedranno quel preciso spot. 

Per questo, l’emittente televisiva che ha trasmesso l’evento (per il 2022 è stata scelta la CBS) ha messo in vendita degli slot pubblicitari di 30 secondi che verranno mandati in onda nell’intervallo degli spot tra il primo e il secondo tempo. 

Quanto costa girare uno spot? Per il Super Bowl...parecchio!
Quanto costa girare uno spot? Per il Super Bowl…parecchio!

Il costo di partenza di questi slot nel tempo è cresciuto esponenzialmente, fino ad arrivare a quello attuale di 6.7 milioni di dollari. Qualcuno penserà che sia un prezzo folle, ma andrà a colpire un numero davvero enorme di utenti che potrebbero diventare potenziali clienti del brand se lo spot riuscirà a catturare la loro attenzione e rimanere saldo nella loro memoria anche a distanza di mesi o addirittura anni. Se per caso ti stessi chiedendo se davvero vale la pena fare questo investimento pubblicitario, sul canale YouTube di Marketing Espresso c’è un video in cui parliamo proprio di questo 👇🏻

Gli spot del Super Bowl più costosi di sempre: la classifica. 

Tornando al focus di questo articolo, se analizziamo le statistiche demografiche dell’audience del Super Bowl, si può notare come la maggioranza di persone appartenga al sesso maschile. Ecco perché i temi più toccati negli Halftime Commercials sono tecnologia, automobili e bevande alcoliche (in primis la birra). 

Ma lo sai quali sono stati negli anni, gli spot più costosi in assoluto trasmessi nella pausa del Super Bowl? Preparati, è arrivato il momento della super classifica. 

1°. AMAZON – Alexa

Partiamo dalla cima della classifica, dove non potevamo che trovare la potentissima squadra di Amazon, capitanata da Jeff Bezos. L’obiettivo di questo commercial è pubblicizzare il prodotto Alexa, raccontando in maniera irriverente cosa facevano le persone prima che lei arrivasse nelle loro vite. Nello spot vediamo volti noti come quello di Ellen De Generes e Portia de Rossi. Vediamo un po’ di numeri: 

  • TITOLO DELLO SPOT: “Before Alexa”
  • COSTO: 16.8 milioni $
  • DURATA: 90 secondi
  • ANNO: 2020
  • EDIZIONE SUPER BOWL: LIV – 54ª  

1° pari merito: GOOGLE – Google Assistant

A pari merito, un’altra squadra altrettanto potente: quella di Google naturalmente. Si parla sempre di tecnologia, analoga ad Alexa, con Google Assistant! 

La strategia qui però è diversa, lo spot non punta sul sorriso, bensì mira dritto al cuore. Fa leva sulle emozioni di chi guarda, raccontando una storia di grande amore che non vuole essere dimenticata. Se hai la lacrimuccia facile, sappi che potrebbe scendere guardando questo spot. 

  • TITOLO DELLO SPOT: “Loretta”
  • COSTO: 16.8 milioni $
  • DURATA: 90 secondi
  • ANNO: 2020
  • EDIZIONE SUPER BOWL: LIV – 54ª 

2°: 84 LUMBER

84 Lumber è una società americana che si occupa di fornitura di materiali da costruzione. Per il suo spot del Super Bowl ha voluto raccontare al pubblico la storia dell’inizio di un lungo viaggio che ha portato una madre e sua figlia fino agli Stati Uniti. Anche qui, la leva sulle emozioni e sulla compassione è chiara fin da subito. Si tocca un importante tema, quello dell’immigrazione. 

  • TITOLO DELLO SPOT: “The Journey Begins”
  • COSTO: 16.2 milioni $
  • DURATA: 90 secondi
  • ANNO: 2017
  • EDIZIONE SUPER BOWL: LI – 51ª 

Quello trasmesso durante il match era solo l’inizio di un video molto più lungo, la cui seconda parte (“Complete the Journey“) è uscita in seguito. Se la storia ti ha colpito scopri come va a finire qui.
Esiste anche il video integrale, intitolato “The Entire Journey”, che si può considerare un cortometraggio basato su tematiche molto forti. 

2° pari merito: FORD – Ford Ride Sharing

Secondo posto a pari merito, lo spot di Ford. Il brand non ha voluto concentrarsi su un preciso modello di auto, bensì sulle sue attività innovative: dal car-sharing all’utilizzo di veicoli elettrici. A nessuno piace essere frenato da qualcosa, per questo Ford lavora costantemente a nuovi modi per aiutare le persone a muoversi più velocemente nella propria vita.

  • TITOLO DELLO SPOT: “Go Further”
  • COSTO: 16.2 milioni $
  • DURATA: 90 secondi
  • ANNO: 2017
  • EDIZIONE SUPER BOWL: LI – 51ª 

3°: CHRYSLER

Il noto brand di automobili vuole raccontarci attraverso Bob Dylan, quanto Chrysler sia American-Made. Uno spot basato sul patriottismo, valore fondamentale per la cultura statunitense, nonché tema ricorrente negli spot che hanno goduto delle luci della ribalta del Super Bowl

  • TITOLO DELLO SPOT: “America’s Import”
  • COSTO: 16 milioni $
  • DURATA: 120 secondi
  • ANNO: 2014
  • EDIZIONE SUPER BOWL: XLVIII – 48ª 

4°: AMAZON – Alexa

Lo spot su Alexa che vediamo al vertice della nostra classifica, non è stato il primo. 
Amazon infatti si è aggiudicato uno spazio l’intervallo del Super Bowl anche nel 2019, portando uno spot con protagonista proprio Alexa. Il simpatico video, il cui punto forte è ancora una volta l’umorismo, mette in luce quanto Alexa sia un ottimo prodotto, ma non tutto ciò che Amazon produce, si rivela un successo…

  • TITOLO DELLO SPOT: “Not Everything Makes the Cut”
  • COSTO: 15.6 milioni $
  • DURATA: 90 secondi
  • ANNO: 2019
  • EDIZIONE SUPER BOWL: LIII – 53ª 

4° pari merito: KYA – Kya Telluride https://www.youtube.com/watch?v=Ya48ofiaN6M

Il brand di automobili, con un video semplice e privo di effetti speciali, ci racconta la storia di West Point, in Georgia, dove la macchina protagonista dello spot viene prodotta. In questa città, gli abitanti si sentono degli “Unknowns”, perfetti sconosciuti. Nessuno sa chi sono, non sono affatto famosi e non ci sono storie su di loro. Ma hanno la possibilità di venir ricordati per quello che faranno. Kya infatti ha dato il via alla causa “The Great Unknowns Scholarship” per spronare giovani studenti ambiziosi a dare il massimo per costruire il proprio futuro e riuscire a dar vita a grandi progetti, anche se vengono da un piccolo paese di sconosciuti. Potranno anche non essere famosi, ma sono incredibili. 

  • TITOLO DELLO SPOT: “Give It Everything”
  • COSTO:  $15.6 million
  • DURATA: 90 secondi
  • ANNO: 2019
  • EDIZIONE SUPER BOWL: LIII – 53ª 

5°: SAMSUNG – Samsung Galaxy SIII

Per presentare il loro nuovo prodotto (nuovo per quel preciso periodo), la Samsung ha inscenato un meeting ironico dove due noti volti del cinema quali Seth Rogen e Paul Rudd cercano nuove idee per lanciare il nuovo Samsung Galaxy III. Niente effetti speciale, solo storytelling frizzante e personaggi molto famosi.

  • TITOLO DELLO SPOT: “The Next Big Thing (is Already Here)
  • COSTO: 15.2 milioni $
  • DURATA: 120 secondi
  • ANNO: 2013
  • EDIZIONE SUPER BOWL: XLVII – 47ª 

6°: AMAZON – Amazon Echo

Welcome back Amazon, lo ritroviamo in classifica per la terza volta. Ma è risaputo che il colosso di Bezos investe molto soldi e risorse nella propria comunicazione. 

Nel 2018, ha intrattenuto gli spettatori televisivi del Super Bowl con uno spot su Echo, l’altoparlante che da voce ad Alexa. Nello spot però, l’assistente vocale di Amazon perderà la voce. Nessun pericolo, ci sono già i sostituti pronti, e uno tra questi è un Gordon Ramsay felicissimo di aiutarti a realizzare semplici ricette…

  • TITOLO DELLO SPOT: ” Alexa Loses Her Voice”
  • COSTO: 14.9 milioni $
  • DURATA: 90 secondi
  • ANNO: 2018
  • EDIZIONE SUPER BOWL: LII – 52ª

7°: TOYOTA – Toyota Prius

Quanto può essere difficile tener testa ad una Prius? Ce lo racconta uno degli spot della Toyota che rientra tra i più costosi della storia Super Bowl. Protagonisti, oltre alla Prius, una banda di fortunati ed irraggiungibili ladri. 

  • TITOLO DELLO SPOT: “The Longest Chase”
  • COSTO: 14.4 milioni $
  • DURATA: 90 secondi
  • ANNO: 2016
  • EDIZIONE SUPER BOWL: L – 50ª

8°: CHRYSLER – Chrysler 200

Questo spot è ambientato a Detroit, una città statunitense con una cattiva reputazione, ma una gran voglia di rimettersi in piedi. Nonostante quello che la città sia diventata negli anni, è ancora capace di grandi cose. Infatti, è la città Natale della nuova Chrysler 200. Un auto lussuosa nata da un luogo che il lusso non se lo può permettere. L’auto nello spot, è guidata da Eminem e la storia è scandita da un suo famosissimo brano, lo riconoscete?

  • TITOLO DELLO SPOT: “Imported from Detroit”
  • COSTO: 12.4 milioni $
  • DURATA: 120 secondi
  • ANNO: 2011
  • EDIZIONE SUPER BOWL: XLV – 45ª

9°: BUD LIGHT

Questo spot in stile “Notte da Leoni” è stato realizzato in due parti. È una storia davvero esilarante, un ragazzo qualsiasi accettando una Bud Light da una sconosciuta, ha anche accettato qualsiasi cosa sarebbe potuta succedere nel corso della sua serata, e per qualsiasi cosa, si intende anche ritrovarsi a giocare a Ping Pong con Arnold Schwarzenegger. 

  • TITOLO DELLO SPOT: “Up for Whatever”
  • COSTO: 12 milioni $
  • DURATA: 30 & 60 secondi 
  • ANNO: 2014
  • EDIZIONE SUPER BOWL: XLVIII – 48ª

10. UNIVERSAL PICTURES – Jurassic World (Short Trailer per Super Bowl)

Non ci sono molte parole da spendere su questo commercial. è “soltanto” il trailer di uno dei film più amati della storia del cinema. Ma non era il trailer ufficiale, solo una versione contratta adattata al Super Bowl. Per realizzare quello integrale, è stato speso il 7% del budget totale stimato per la realizzazione del film, che all’epoca ammontava a 180 milioni di dollari (fonte del dato: Forbes). 

  • TITOLO DELLO SPOT: “Jurassic World – Fallen Kingdom” trailer
  • COSTO: 11.9 milioni $
  • DURATA: 90 secondi
  • ANNO: 2018
  • EDIZIONE SUPER BOWL: LII – 52ª

Fonte: Un articolo di GoBankingRates.

Ritorno al presente con il caso di Coinbase: lo spot del Super Bowl 2022 di cui tutti parlano.

In questi giorni avrai di certo sentito parlare dello spot di Coinbase che ha fatto clamore durante l’intervallo della 56ª edizione del Super Bowl, disputata lo scorso 13 Febbraio al Sofi Stadium di Inglewood. Analizziamolo insieme!

Innanzitutto Coinbase è una piattaforma online per la vendita e l’acquisto delle cryptovalute.
Il suo spot è composto interamente da un QR code che per 60 secondi rimbalza sullo schermo cambiando colore ogni tanto, come uno di quegli screensaver storici dei sistemi Windows. In sottofondo una musica che ricorda quella dei giochi arcade. É costato alla Coinbase quasi 14 milioni di dollari e ha portato ad un enorme crash dei loro sistemi. Lo sai perchè?

Chiunque scannerizzasse questo QR code (relativamente difficile da catturare visto il suo moto perpetuo) si trovava davanti a questa comunicazione:

“Adesso che abbiamo la tua attenzione, vorremmo annunciarti che daremo 15$ in bitcoin a chiunque si unirà a Coinbase entro il 15 Febbraio”

Gli spettatori del Super Bowl sono letteralmente impazziti, facendo collassare in pochissimo tempo tutti i sistemi della Coinbase. Dettaglio tra l’altro che ha infastidito molti, tanto che molto utenti hanno ironizzato sul fatto che all’interno del budget esorbitante dello spot, l’azienda non avesse previsto un potenziamento dei server per accogliere milioni di utenti connessi all’unisono.

L’azienda si è poi scusata su Twitter, canale in cui ha veicolato la sua campagna parallelamente alla televisione. Dietro alle scuse, c’è la gratificazione di aver ottenuto il maggior numero di iscrizioni mai registrate sulla piattaforma. Il crash dei server non è mai stato così facile da digerire, vista la gloriosa causa del problema.

Possiamo definirla una trovata geniale? Certamente sì. Un semplice QR Code “vagabondo” è riuscito ad attirare l’attenzione di un numero esorbitante di spettatori, che difficilmente si scorderanno di Coinbase. Anzi, probabilmente la maggior parte di essi (se non tutti), ne parleranno per mesi sui Social, nei gruppi Whatsapp di Capodanno e ai pranzi di famiglia.

Thumbs-up per Coinbase 👍🏻

Ed eccoci arrivati al fondo di questa movimentata classifica, tiriamo quindi le somme.

Facendo un velocissimo recap dei dati presenti in questo articolo, salta subito all’occhio il netto aumento dei prezzi degli slot pubblicitari: uno spot realizzato nel 2018, con lo stesso minutaggio di uno realizzato nel 2014, avrà di certo un costo maggiore, anche se si sono impiegate meno risorse nel realizzarlo. 

Ognuno di essi è una pura espressione di genio, creatività, umorismo, valori ed emozioni. Tutti i brand che abbiamo analizzato oggi, hanno saputo sfruttare l’investimento pubblicitario per raccontare una storia agli spettatori, una storia a cui appassionarsi

E poi c’è lo spot di Coinbase, una trovata di marketing di cui sentiremo parlare per molto tempo, anche se di fatto non ha raccontato nessuna storia agli spettatori. A proposito, ti va se ne discutiamo insieme? Non vediamo l’ora di sapere cosa ne pensi!

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