Topolino: la vera storia di Mickey Mouse

Topolino: la vera storia di MIckey Mouse. Scopriamo insieme le sue origini e come è diventato un simbolo dell'icona pop.
La vera storia di Topolino

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La vera storia di Mickey Mouse: dalle origini a oggi

La vera storia di Mickey Mouse inizia nel 1928 e continua oggi, alla veneranda età di 95 anni.
Comunemente chiamato Topolino, Mickey Mouse nasce da un’idea di Walt Elias Disney, animatore, fumettista, imprenditore e cineasta. Di ritorno da un viaggio a New York, in cui perse i diritti di uno dei suoi personaggi inventati, “Oswald the Lucky Rabbit”, iniziò a pensare a un nuovo cartone animato.

Fu così che nacque Topolino e fu proprio la moglie di Disney a dargli il nome di Mickey Mouse.
Un topo spigoloso, all’inizio, con calzoncini corti e scarpe grandi. Un’immagine che rispecchiava la povertà degli anni della Grande Depressione, ma che col tempo si è ammorbidita e arricchita proprio grazie a uno dei momenti più bui della storia.

I suoi primi due esordi non furono acclamati né dalla critica né dal pubblico.

Infatti, bisognerà aspettare il 18 novembre 1928 per decretare l’inizio del successo di Topolino.
Quel giorno, venne proiettato “Steamboat Willie”, il primo corto con il sonoro sincronizzato.
Da quel momento in poi, la fama di Topolino crebbe in modo esponenziale: dai cortometraggi ai fumetti, dalla moda fino alla passerella di Gucci nel 2019 per poi diventare un’icona della cultura pop.

Topolino e tutte le sue variazioni grafiche fino ai giorni d'oggi.

Steamboat Willie: il primo corto sonoro di Topolino e Minnie

Il famosissimo cortometraggio sonoro che segnò la nascita di Topolino, ebbe una durata di 7 minuti e non aveva nessuna trama formativa o informativa. Si trattava solo di un’animazione comica ma con il suono.
17 membri di un’orchestra e 3 addetti agli effetti sonori provarono a riprodurre il suono seguendo l’azione grazie a Powes, che aveva un metodo di registrazione chiamato Cinephone.

Come tutte le novità, all’inizio fu un vero fiasco ma, tentativo dopo tentativo, il successo arrivò e fu sorprendente. Grazie a Harry Reichenbach, amico di Walt e proprietario del Colony Theater, il cortometraggio fu proiettato per due settimane di seguito e venne utilizzato come intro nel film Gang War. Questo segnò ufficialmente l’inizio del successo di Walt Disney.

Steamboat Willie: curiosità

  • La vera storia e curiosità del cortometraggio Steamboat Willie è che non fu il primo cortometraggio sonoro ma il primo che attirò l’attenzione del pubblico. La rivista settimanale Variety criticò così la proiezione: “Non il primo cartone animato con audio sincronizzato, ma sicuramente il primo ad attrarre attenzione. Combina un certo grado di spirito inventivo agli effetti sonori. L’unione ha generato risa incontenibili. Al Colony le risate sono arrivate così in fretta che gli spettatori stavano quasi cascando l’uno sull’altro“.
  • All’inizio, l’orchestra ebbe alcune difficoltà a far coincidere alla perfezione il suono alle azioni. Così venne introdotta una pallina rimbalzante per segnare il tempo (nella versione finale, fu rimossa).
  • Il cortometraggio ha ricevuto alcune critiche legate allo sfruttamento degli animali perché alcuni di questi vennero utilizzati come strumenti da Topolino. Infatti, si dice che furono rimossi 30 secondi di animazione perché presenti delle scene di crudeltà. Topolino avrebbe tirato un gatto per la coda agitandolo sopra la testa e usato una papera come cornamusa.
  • La musica suonata da Minnie e Topolino per mezzo degli animali, in realtà fu un brano popolare famosissimo senza copyright del 19° secolo, Turkey Straw.
  • Per sottolineare l’importanza che il cortometraggio ebbe nella storia e per evidenziare la sua capacità di rivoluzionare le riproduzioni fino ad oggi, LEGO gli ha dedicato per fino un set.

L’evoluzione di Topolino e la sua fama

Dopo aver descritto brevemente la vera storia di Mickey Mouse, continuiamo ad analizzare la sua immagine. Come cambia nel tempo Topolino? Cosa raccontano i fumetti che Walt Disney e Ub Iwerks hanno realizzato?

Nei primi cortometraggi, Topolino era il protagonista di gag e situazioni goffe. Con il passaggio ai fumetti, invece, le trame divennero più solide e costruite ma senza cambiare il carattere sbarazzino di Mickey Mouse. Topolino, infatti, nasce in un periodo in cui l’America risente ancora della crisi appena trascorsa e anche il suo carattere rispecchia quegli anni.

Il nostro protagonista preferito nasce come un topo piccolo ma con tanta voglia di fare, di lottare e di andare avanti per migliorarsi sempre di più. Questo suo modo di fare rispecchia il carattere di Walt Disney che, prima del gran successo, ha subìto porte in faccia, ha rischiato e ci ha riprovato più e più volte fino a farcela per davvero!


Questo è anche il pensiero che accomuna tutti gli americani di quell’epoca.
Tutti si immedesimano in Topolino, tutti devono rimboccarsi le maniche per andare avanti e per vivere una vita dignitosa. Da qui a Eroe Rooseveltiano il passo è breve.

Topolino: dalla Grande Depressione al Dopoguerra

La vera storia di Mickey Mouse inizia da uno dei momenti storici più tragici di sempre: la crisi economica degli anni 30 del 900. Anni in cui tutta la popolazione mondiale ha vissuto la vera povertà, l’assenza di lavoro e condizioni sociali disastrose. È proprio in questo scenario che Topolino emerge come simbolo di libertà, spensieratezza e tenacia. Il nostro protagonista, infatti, incarna le vesti non solo del bravo ragazzo, ma anche quelle dell’eroe speranzoso.

In “Topolino e i due ladri“, infatti, Mickey Mouse e i suoi amici raccolgono soldi per aiutare l’orfanotrofio locale. Questo è solo uno dei momenti che sottolinea i due aspetti più significativi del carattere di Topolino: l’altruismo e la forza di volontà nell’aiutare il prossimo e chi si trova in difficoltà.

Mentre la storia piano piano evolveva, anche le condizioni di Topolino iniziarono a migliorare.
Nei primi anni della sua vita, Mickey Mouse e tutti i suoi amici vissero in una realtà bucolica, povera e immersa nella natura. In questo scenario, il nostro eroe ha un carattere avventuroso e ha una voglia matta di riscattarsi. Proprio grazie a questo suo modo di fare, riesce sempre a sistemare le cose e a trovare una soluzione a tutte le disgrazie che vive. Ecco perché il popolo sente di rinascere con lui.

Con l’andare avanti degli anni, la situazione economica del paese è migliorata e così anche la realtà che circondava Topolino. Nei fumetti, ha lasciato la natura per vivere in una piccola città. Qui non è cambiato solo il contesto ma sono migliorati anche i suoi abiti e la sua estetica. I tratti si sono addolciti e il naso è diventato più tondeggiante.

Il dopoguerra segna la fine delle avventure scalmanate di Topolino e l’inizio di una vita più controllata e quasi casalinga (come possiamo vedere nel cortometraggio “The Simple Things”).

Mickey à Gurs: Topolino durante la guerra

Topolino è sempre stato il simbolo di libertà e indipendenza e lo dimostra soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Un fumettista tedesco di origine ebraica, Horst Rosenthal, durante il periodo della sua deportazione nei campi di concentramento, scrisse un fumetto che aveva come protagonista il nostro Topolino a Gurs, uno dei campi di internamento nazista.

La storia atroce fu pubblicata specificando di non aver avuto il permesso di Walt Disney.
Racconta nel dettaglio la vita all’interno dei campi di concentramento e la quotidianità di Rosenthal dal punto di vista di Topolino.

Il finale? Sarebbe stato bello se fosse diventato realtà anche per Rosenthal.
Infatti, con il magico dono conferito ai cartoni animati, il nostro topo gigante ha potuto cancellarsi e ridisegnarsi in un treno di ritorno in America.

Inutile dire da quante critiche è stato travolto, in quegli anni, questo fumetto.
Talmente tante accuse che alcuni paesi hanno dovuto bandirlo dalla circolazione.

Questo ci fa capire ancora di più quanto è stata, e lo è ancora, importante la figura di Topolino come simbolo di speranza.

Mickey à Gurs. Topolino durante la guerra.

Mickey Mouse: simbolo della cultura pop

Si può affermare a gran voce che Topolino è il simbolo della cultura pop, icona di libertà e il cartone animato più amato di sempre. Quello che ha da sempre contraddistinto il topo con le orecchie giganti è sicuramente la sua amabilità, la sua atemporalità e la sua versatilità.

Partiamo dall’ultimo, quello più visibile. Nel corso degli anni, Topolino ha indossato i panni di tantissimi personaggi, dal direttore di orchestra al piccolo stregone, e lo ha fatto sempre nel migliore dei modi, adattandosi al ruolo e stando al passo con i tempi. È proprio questa sua propensione a seguire i tempi che lo rende atemporale e perfetto in ogni era che il mondo attraversa.

C’è davvero bisogno che si spieghi il perché è considerato amabile? La sua espressione così dolce e il suo essere così tanto positivo lo rende uno dei personaggi animati più amati di sempre. Proprio per questo è diventato il simbolo di Disneyland e della vita di Walt e della Disney in generale.

Sarà proprio lui a fare da apri pista a tutta una serie di personaggi che riprenderanno il suo modo di fare e lo rimodelleranno. Infatti, uno dei messaggi che Topolino comunica attraverso la sua storia è sicuramente quello di non abbandonare mai i sogni. Crederci, crederci a tutti i costi è quello che ci ha insegnato fin dall’inizio. Non importa quante volte si cade ma quante volte ci si rialza.

Topolino è il sogno disneyano.

Il potere del merchandising di Topolino

Amabile, atemporale, adattabile ma anche commerciabile. Topolino, forte della sua personalità positiva, divenne presto, e anche facilmente, commerciabile. Non solo la moda è stata colpita dal suo fascino, ma anche e soprattutto gli orologi.

Infatti, la prima collaborazione di Topolino fu proprio con la Ingersoll-Waterbury Watch Company di Waterbury, nel 1933, azienda di orologi. Con il passare del tempo, la domanda crebbe in modo esponenziale, anche grazie a personaggi famosi che indossarono in ogni occasione l’orologio di Topolino.

Questo suscitò interesse da parte di altre aziende del mercato di orologi di lusso (Rolex, Wittnauer, Bulova e Seiko) e anche di Apple che non si lasciò scappare l’idea di creare versioni del suo orologio con Minni e Topolino.

Orologio di Topolino
Orologio tascabile di Topolino

Conclusione

Oggi, 18 novembre, festeggiamo l’anniversario di Mickey Mouse, il topo dalle orecchie giganti che ci ha accompagnato per tutta l’infanzia e che ancora fa parte di noi. Allegro, spensierato e con la voglia di crescere e imparare. Topolino ci insegna a voler bene, a far del bene ma soprattutto a essere liberi di fare e questo non può che essere il messaggio più forte di sempre.

Qual è il ricordo più bello che vi lega a Topolino?

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